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ASPER

Associazione per la Tutela dei Diritti Umani del Popolo Eritreo

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SI RISVEGLIA ASMARA. STUDENTI IN PIAZZA

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Articolo tratto da Nigrizia.it al link:

http://www.nigrizia.it/notizia/si-risveglia-asmara-studenti-in-piazza/notizie

Manifestazione repressa duramente dalle forze dell’ordine. La protesta sarebbe nata contro una disposizione governativa che chiede di far passare la gestione delle scuole private alle amministrazioni locali.

di Bruna Sironi

Martedì 30 ottobre, Asmara è stata teatro di una manifestazione nelle sue strade, repressa brutalmente dalle forze dell’ordine. I dimostranti – molti studenti e familiari di una scuola della comunità musulmana, frequentata da circa 3mila ragazzi, ma anche diversi cittadini comuni – hanno sfilato per la strada principale della capitale eritrea, viale della Vittoria (Harnet Avenue), provenienti dai quartieri più periferici e popolari di Hadaga Hamus, dove si trova la scuola, e Acria, dove abitano molti degli studenti, e sono stati dispersi dalle forze dell’ordine con l’uso degli sfollagente. Poi sono state usate armi da fuoco, mentre iniziava l’inseguimento dei dimostranti fino nelle loro aree di residenza; molte case sarebbero state rastrellate e sarebbero stati effettuati numerosi arresti.  Un sito dell’opposizione Red Sea Afar Democratic Organization, citato da Al Jazeera, sostiene che ci sarebbero stati 28 morti e un centinaio di feriti. Non ci sono tuttavia, per ora, conferme indipendenti sul numero delle eventuali vittime. I disordini sono stati confermati dall’ambasciata americana, che ha diffuso un comunicato in cui chiede ai suoi cittadini di evitare il centro della città perché pattugliato da militari armati, in quanto teatro di dimostrazioni. La manifestazione è stata segnalata anche da un tweet del ministero dell’informazione eritreo che, non potendo negare l’accaduto, ne minimizza la portata. Parla di un centinaio di studenti presto dispersi. Ma i video che girano da un paio di giorni sui social media testimoniano qualcosa di molto diverso.

La protesta sarebbe stata scatenata da una recente disposizione governativa che chiede di passare l’amministrazione di tutte le scuole private alle comunità, cioè alle amministrazioni locali, sostenute, a quanto sembra di capire, da tasse appositamente imposte. Le famiglie degli studenti si sarebbero opposte. La scuola, che funziona dagli anni sessanta, è rinomata nel paese per la qualità dell’educazione impartita, che non potrebbe essere mantenuta da una gestione pubblica che graverebbe, per di più, dal punto di vista finanziario sulle già esauste tasche dei cittadini eritrei. Durante un’assemblea svoltasi il 15 ottobre, Haji Musa Mohamed Nur, un anziano – pare vicino ai 90 anni – molto rispettato dalla comunità avrebbe parlato duramente contro la disposizione, e le politiche governative in genere, e per questo sarebbe arrestato. Martedì i dimostranti chiedevano innanzitutto il suo rilascio.

 

Nel mirino la chiesa cattolica

Le disposizioni governative in materia di educazione, e della fornitura dei servizi sociali più in generale, riguardano anche le altre confessioni religiose. Nel mirino sarebbero in particolare le opere sociali della chiesa cattolica che il governo ha cercato di nazionalizzare per ben tre volte nel passato, e precisamente nel 1998, 2007 e 2011, in forza di una disposizione di legge del 1995, che afferma che tutti i servizi sociali alla popolazione devono essere forniti unicamente dal governo. Le autorità sono tornate alla carica delle opere sociali della chiesa cattolica lo scorso 18 settembre, con una lettera in cui si chiedeva di chiudere la scuola superiore Medhanie Alem Secondary School di Asmara e di passare tutte le competenze e i documenti all’amministrazione regionale. Le autorità hanno cercato probabilmente di trarre profitto dal fatto che i quattro vescovi cattolici erano fuori dal paese, ma hanno trovato l’opposizione dei capi delle congregazioni, che non hanno potuto, però, evitare l’arresto di una suora comboniana, che lavorava all’ufficio pastorale diocesano, e dell’amministratore della scuola, che si sarebbe offerto al posto della direttrice, che è un’altra suora.

 

Prima manifestazione

Alcuni analisti politici si chiedono se la protesta di martedì non possa innescare una vera e propria rivolta. Infatti, sembrerebbe segnalare che la popolazione, in molti modi vessata dalle politiche governative, potrebbe aver raggiunto il limite oltre il quale la paura della repressione non funziona più come deterrente, come dimostrato in diversi studi di psicologia sociale che hanno analizzato numerose rivolte popolari nel passato. Sta di fatto che quella di martedì è la prima dimostrazione pubblica di dissenso dopo molti anni, nei quali l’opposizione si è manifestata solo scappando dall’Eritrea, paese che origina probabilmente il maggior flusso di richiedenti asilo al mondo, proporzionalmente alla sua popolazione.

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