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ASPER

Associazione per la Tutela dei Diritti Umani del Popolo Eritreo

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Network of Eritrean Women Coordinamento Eritrea Democratica “Tre giorni per la libertà dell’Eritrea” – Venerdì 16 settembre 2016

Network of Eritrean Women

Coordinamento Eritrea Democratica

Tre giorni per la libertà dell’Eritrea”

Venerdì 16 settembre mattina aperta al pubblico per un confronto e un dibattito

Il 18 settembre 2001, mentre l’attenzione del mondo è concentrata sull’attacco portato nel cuore degli Stati Uniti dai terroristi di Al Qaeda, Isaias Afewerki, il dittatore dell’Eritrea, dà il via alla conquista finale del suo Paese, eliminando, arrestando o costringendo alla fuga tutti i principali oppositori: eroi della guerra d’indipendenza contro l’Etiopia, parlamentari, giornalisti, magistrati, imprenditori, studenti. E’ la fine del sogno di un intero popolo di creare un’Eritrea libera, democratica, aperta a tutti, che aveva trovato la sintesi nella Costituzione varata nel 1997, diventata un simbolo per il riscatto dell’intera Africa ma subito soffocata e mai attuata.

In occasione del quindicesimo anniversario di quei drammatici avvenimenti, il Network of Eritrean Women e il Coordinamento Eritrea Democratica organizzano all’interno dei tre giorni del simposio del Network Eritrean Women, la mattina del 16 settembre 2016 ha riservato al confronto e dibattito a Roma, presso la Casa Internazionale delle Donne (via della Longara 19).

Oggi l’Eritrea è una delle più feroci dittature del mondo, che da anni costringe i suoi giovani migliori ad abbandonare il Paese per sottrarsi a persecuzioni, torture, carcere, totale assenza di qualsiasi forma di libertà e possibilità di dissenso; al furto della vita stessa di ciascun individuo, da parte dello Stato, attraverso un servizio militare obbligatorio che, con il pretesto della “guerra non guerra” in corso contro l’Etiopia dal 2000, si protrae in pratica a tempo indeterminato. A parte le ripetute denunce di organizzazioni come Amnesty, Human Rights Watch, la stessa Unhcr, è eloquente, in proposito, l’inchiesta condotta per due anni dall’Onu che ha denunciato la violazione sistematica dei diritti umani da parte della dittatura, chiedendone il deferimento di fronte all’Alta Corte Internazionale di Giustizia.

I tre giorni di Roma, oltre a ribadire e ad evidenziare ulteriormente tutto questo, mirano a dimostrare che esiste un’altra Eritrea che non ha mai smesso di battersi per quel sogno che ha portato all’indipendenza e alla Costituzione del 1997. Esiste all’interno del Paese ed esiste nella diaspora sparsa in tutto il mondo ma, in particolare, in Europa e in Italia. Un’altra Eritrea, fatta di giovani, di donne, di persone che non si arrendono e lottano con gli strumenti della democrazia e della non violenza attiva per rovesciare il regime di Afewerki partendo dal rafforzamento delle donne.

E’ significativo che l’iniziativa, d’intesa con il Coordinamento Eritrea Democratica, sia partita proprio dalle donne. Le donne hanno avuto un ruolo determinante nella conquista della libertà, con compiti ausiliari ma anche in prima linea, dove erano oltre il 30 per cento della forza combattente. Ed ora svolgono un’opera fondamentale nella diaspora, per alimentare la fiamma della resistenza e, insieme, tenere unita la comunità e le famiglie, conservare i contatti con i parenti rimasti in patria. I tre giorni di Roma saranno così dedicati soprattutto a loro: individuare i problemi, trovare la soluzione per formare una nuova leadership capace di dialogare con le diverse generazioni, sostenere le rifugiate in difficoltà, aiutare le prigioniere della dittatura. Nella prospettiva di una grande mobilitazione – come è avvenuto nella guerra d’indipendenza – in una lotta civile e pacifica per riconquistare all’Eritrea la libertà, la democrazia, la dignità.

All’incontro sono stati invitati esperti del Corno d’Africa, politici eritrei, politici italiani e internazionali, responsabili delle organizzazioni umanitarie che operano con i rifugiati, giornalisti.

Roma, 9 settembre 2016

Note

Network of Eritrean Women

E’ un gruppo di esuli eritree con diversi background ed esperienze di lavoro che hanno creato una rete rivolta a proteggere i diritti delle donne della diaspora, a promuoverne il coinvolgimento e la partecipazione in tutti i processi decisionali e le iniziative che riguardano l’Eritrea e la liberazione del paese. Collabora con i rifugiati e gli organismi che lottano per il rispetto dei diritti umani.

Coordinamento Eritrea Democratica

E’ un organismo nato e operante in Italia che riunisce associazioni di rifugiati eritrei e organizzazioni della diaspora, ma anche cittadini europei, impegnati nella lotta per una transizione non violenta verso la libertà e la democrazia in Eritrea, rimuovendo l’attuale regime. La sua strategia di unitarietà e di lotta per il rispetto dei diritti della popolazione eritrea, rivolta a tutti gli Stati democratici, è diventata un modello per organismi analoghi sorti in numerosi paesi europei.

Attualmente è impegnato in una campagna di informazione in campo nazionale ed internazionale, per chiedere a livello istituzionale che qualsiasi iniziativa di cooperazione (governativa e non, umanitaria e non) compiuto dall’Italia nei confronti di Asmara sia rigidamente subordinata all’adozione, da parte del governo eritreo, di precise misure umanitarie e di tutela dei diritti civili dell’intera popolazione eritrea.

Chiede in particolare che, in Eritrea:

Venga adottata la Costituzione varata dal Parlamento eritreo nel 1997, con tutte le garanzie di libertà e di rispetto dei diritti umani e civili da essa previste

Vengano formalizzate le accuse in base alle quali migliaia di uomini e donne sono trattenuti illegalmente nelle carceri del regime e siano di conseguenza celebrati processi equi per valutarle

Sia consentito alla Croce Rossa Internazionale e ad altri organismi umanitari di visitare le prigioni in piena libertà e di valutare le condizioni di vita dei detenuti nei luoghi stessi di carcerazione

Vengano progressivamente rimosse le cause politiche che determinano l’esodo epocale del popolo eritreo verso altri Paesi, introducendo in Eritrea il pieno rispetto dei diritti umani.

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