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ASPER

Associazione per la Tutela dei Diritti Umani del Popolo Eritreo

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La scrittrice Ribka Sibhatu: «In Eritrea c’è ancora la schiavitù»

articolo tratto da Left.it:

Italiani brava gente è un’espressione che non usano solo gli italiani. Anche mia nonna la usava, per dire che si trattava di gente sapiente, dalla lunga civiltà. Intorno ai dieci anni, però, ho scoperto che gli italiani, appena arrivati in Eritrea, avevano espropriato i nostri terreni e che la mia famiglia era stata ridotta alla povertà», racconta la scrittrice Ribka Sibhatu, che abbiamo incontrato a Roma al Convegno dell’associazione Amore e Pische Diversità nell’uguaglianza  e che abbiamo ritrovato con i suoi libri di fiabe e racconti al Salone del libro di Torino allo stand dell’editore Sinnos.  Il colonialismo italiano in Eritrea è un buco nero nella nostra memoria. Ma non in quella di chi l’ha subito. «Ben presto non solo, ho scoperto le leggi razziali, che ci giudicavano inferiori e ci impedivano di frequentare il centro di Asmara. Allora, sconvolta, chiesi a mia nonna come mai amasse tanto gli italiani. E lei mi rispose: Figliola, stai attenta: non confondere gli italiani e la cultura italiana con la politica italiana. La politica è una cosa; gli italiani sono un’altra cosa. La penso così anch’io tanto che dovendo scegliere fra l’Inghilterra e l’Italia ho deciso di venire qui». >>>Clicca qui per accedere all’articolo completo in formato pdf<<< oppure >>>Vai direttamente all’articolo su Left.it<<<

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