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ASPER

Associazione per la Tutela dei Diritti Umani del Popolo Eritreo

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Dall’Italia in sostegno alla Commissione ONU per i Diritti umani in Eritrea: il 23 giugno la manifestazione internazionale a Ginevra

Giovedì 23 giugno 2016 migliaia di eritrei provenienti da varie parti del mondo si sono dati appuntamento a Ginevra per esprimere il loro sostegno al lavoro della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani, con una manifestazione pacifica ma determinata. Dall’Italia partiranno almeno tre pullman da Milano, Roma e Bologna.

La manifestazione è stata indetta dal Comitato internazionale di opposizione eritrea in sostegno alla Commissione d’inchiesta Onu – creata nel giugno 2014 – che ha documentato “gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani in Eritrea” (cit.). A partire dal 21 giugno 2016 la Commissione presenta ufficialmente al Consiglio dei diritti umani le sue conclusioni sui diritti negati in Eritrea, chiedendo, sulla base delle prove raccolte, di interessare la Corte Internazionale di Giustizia per aprire un procedimento contro il governo di Asmara, con l’accusa di “crimini contro l’umanità”.

Noi eritrei della diaspora, in Italia e nel mondo, sappiamo senza dubbio delle violazioni innumerevoli commesse in Eritrea e crediamo fermamente che sia tempo di porre fine alla cultura dell’impunità e di far sì che il dittatore Isaias Afewerki ed i suoi generali siano dichiarati responsabili di crimini contro l’umanità e perseguiti dal Tribunale Penale Internazionale (ICC).

La Commissione per i diritti umani, nel suo report sull’Eritrea, documenta e denuncia crimini di riduzione in schiavitù, prigionia illegale, sparizioni forzate, tortura, persecuzioni, stupri, omicidi e altri atti inumani “. In sostanza, una vera e propria campagna per instillare la paura e scoraggiare l’opposizione. Nei centri di detenzione e nei campi di addestramento militare in Eritrea sono stati commessi crimini contro l’umanità in modo “generalizzato e sistematico” negli ultimi 25 anni. I membri della commissione hanno infatti ribadito che questa situazione è iniziata quando le attuali autorità presero il potere nel 1991, dopo l’indipendenza dall’Etiopia, e dura tuttora.

Nella diaspora esiste un’altra Eritrea che combatte civilmente e pacificamente contro il regime dittatoriale, per realizzare la transizione del proprio Paese verso la libertà, la democrazia e la dignità. Questa Eritrea, fatta di giovani e di persone che cercano con gli strumenti della democrazia il rispetto delle proprie vite, esprimerà il suo totale appoggio al lavoro svolto dalla Commissione Onu con una grande manifestazione internazionale.

Sta all’Italia e all’Europa decidere quale via imboccare.
Siamo fermamente convinti che gli accordi fin qui stabiliti con il governo di Asmara (Processo di Khartoum, aiuto per lo sviluppo con fondi stanziati dal Fondo europeo), che non hanno come pre-condizione neppure minime garanzie di rispetto dei diritti e della vita dei cittadini eritrei, non possono portare all’affermazione della democrazia in Eritrea; hanno piuttosto il sapore del sostegno al “dittatore amico” per garantire equilibri geopolitici ed interessi economici. Si parla di lotta alle cause della migrazione di massa, ma nel paese vige già la regola del “shoot-to-kill” (letteralmente: sparare per uccidere) contro chiunque venga sorpreso ad attraversare illegalmente i confini.

Chiediamo che l’Italia stia al fianco degli Eritrei democratici nella lotta di liberazione contro la dittatura e la violazione dei diritti umani, in Eritrea come in ogni altra parte del mondo.

I mass-media possono fare la differenza in questo senso, dando spazio ed attenzione al movimento per la transizione democratica, come hanno saputo fare per altri paesi. Le recenti elezioni libere in Birmania, che tutti abbiamo salutato con favore, sono senza dubbio l’esito della lotta per i diritti umani portata avanti con tenacia e metodi pacifici dagli attivisti birmani, con la partecipazione attiva di larghi strati della popolazione e con il sostegno della comunità internazionale, ottenuto – anche – grazie al lavoro documentato dalla Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Per il nostro paese è un momento decisivo.
Per questo, per il secondo anno consecutivo, saremo a migliaia a Ginevra da tutto il mondo a sostenere la Commissione ONU.

Il Coordinamento Eritrea Democratica, che riunisce diversi gruppi della diaspora in Italia, si pone come soggetto politico alternativo alla dittatura di Isaias Afewerki, per la costruzione di un’Eritrea libera, democratica, rispettosa dei diritti di tutti, aperta al mondo.

Per approfondire con le delegazioni locali:
Roma: cell. 327919277
Milano: tel. 025470412
Bologna: cell. 3207179831

Coordinamento Eritrea Democratica

https://eritreademocratica.wordpress.com/
https://www.facebook.com/coordinamentoeritreademocratica
coord.eritreademocratica@gmail.com

Il REPORT INTEGRALE:
http://www.ohchr.org/EN/HRBodies/HRC/CoIEritrea/Pages/commissioninquiryonhrinEritrea.aspx

Video:

http://www.france24.com/en/20160513-video-reporter-eritrea-dictatorship-migrants-ethiopia

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