Il
giorno 11 dicembre alle ore 10,00 Porte Aperte, in collaborazione
con icn-news
e con il patrocinio dell'Alleanza Evangelica
Italiana, consegnerà ai funzionari dell'ambasciata
eritrea in via Boncompagni, 16 a Roma 7.000 petizioni (http://www.porteaperteitalia.org/download/petizione.pdf)
volte a chiedere la liberazione di circa 1.900 cristiani
detenuti in Eritrea per motivi di fede. In quella occasione è stata
indetta anche una protesta nelle immediate vicinanze dell'ambasciata.
Il governo eritreo a maggio del 2002 mise al bando ogni religione/denominazione
cristiana escluse la chiesa cattolica, quella copta e quella
luterana. Da allora tutte le attività degli altri
cristiani sono considerate illegali. Molte chiese sono state
chiuse e molti credenti, soprattutto evangelici sono stati
arrestati e trattenuti in prigioni, carceri militari e addirittura
container metallici in condizioni indecenti.
Roma,
11 dicembre ore 10:00 Aprite quelle porte!
[ICN-News 30/11/06]
Il 10 novembre la sezione olandese di Porte Aperte ha consegnato
all'ambasciatore dell'Eritrea Mohammed Sulierman Ahmed
all'Aia (Olanda) 15 sacchi contenenti 60.000 petizioni
per chiedere
la liberazione dei cristiani detenuti in Eritrea. Per l'occasione
ha posizionato un container metallico contenente 2.000
palloncini. Aprendone le porte li ha fatti uscire per simboleggiare
la
scarcerazione dei credenti detenuti in Eritrea per motivi
di fede.
Inform
n° 51 - 10 marzo 2006. Il primo segretario dell’Ambasciata
italiana in Eritrea, Ludovico Serra, è stato dichiarato “persona
non grata” dal governo di Asmara e ha dovuto lasciare
il Paese in 24 ore. Il diplomatico è già rientrato
a Roma. Serra aveva chiesto spiegazioni sulla confisca della
villa di Massaua appartenente alla famiglia Melotti e occupata
della guardia presidenziale di Isayas. L’espulsione
di Serra sembra essere il nuovo capitolo del braccio
di ferro tra Italia e Eritrea.
Nel 2001 fu espulso l’ambasciatore Antonio Bandini,
reo di aver chiesto al governo di Asmara, a nome dell’Unione
Europea, spiegazioni sull’arresto arbitrario di 11
tra ex ministri e rappresentanti del regime che avevano chiesto
maggior rispetto dei diritti umani e libertà di
stampa.
Nello luglio del 2005 il contingente dei carabinieri,
presente in base agli accordi di pace sul confine tra
Etiopia ed
Eritrea, ha dovuto abbandonare la missione dell’Onu per le crescenti
difficoltà operative riscontrate. Primo caso – tra
l’altro - nella storia dell’ONU di abbandono
di una missione prima della conclusione prevista del
mandato
Link
www.porteaperteitalia.org/index.php?agenda
www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/03_Marzo/08/eritrea.shtml
www.mclink.it/com/inform/art/06n05128.htm