GLI
ERITREI
IN
DIFESA DEI DIRITTI UMANI VIOLATI NEL LORO PAESE,
PER LA PACE, LA DEMOCRAZIA E LA GIUSTIZIA IN ERITREA
partecipano
alla Marcia Perugia – Assisi 2007
contro
la guerra e in segno di solidarietà verso
tutti coloro che, come il Popolo Eritreo, sono oppressi e perseguitati dalla dittatura
vestiranno di rosso in segno di totale condivisione
della mobilitazione del Popolo Birmano contro il regime

" Tutti
gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e
diritti."
Eppure, ancora oggi, alla vigilia del 60° anniversario della Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani, centinaia di milioni di persone sono costrette
a sopravvivere e spesso a morire senza conoscere il sapore della pace, della
libertà, della giustizia e della democrazia. E’ intollerabile!
Domenica 7 ottobre 2007
MARCIA PERUGIA - ASSISI
per la pace e la giustizia promuoviamo insieme
“ tutti i diritti umani per tutti”
Appello
“ La riduzione del fatto “guerra” va accompagnata con
la capacità di costruire la pace, di dare un sale ad essa, di riferirla
ad un nuovo uomo, e nuova società, e nuova realtà”.
Aldo Capitini
Il
mondo ha bisogno urgente di una politica nuova
e di una nuova cultura politica nonviolenta fondata
sui diritti umani. Appelli, allarmi,
rapporti e proposte continuano ad essere deliberatamente
ignorati da coloro che hanno il dovere e la possibilità d’intervenire.
Più passa il tempo più i problemi
si aggravano e le soluzioni che ieri sembravano
a portata di mano oggi diventano più difficili.
Sempre più spesso la politica interviene
quando l’emergenza è esplosa, rivelando
così la sua crescente incapacità di
prevenire e risolvere i problemi. Il risultato è che
il mondo diventa sempre più fragile, violento,
ingiusto e insicuro. Crescono le sofferenze delle
persone, le disuguaglianze, le ingiustizie, lo
sfruttamento, l’esclusione, l’illegalità,
le violazioni dei diritti umani, l’intolleranza,
il razzismo, l’impoverimento, la disoccupazione,
la precarietà e la violazione dei fondamentali
diritti del lavoro, la devastazione ambientale
e la distruzione delle risorse naturali, la mercificazione
dei beni comuni universali, il ricorso alla violenza,
alla guerra e alla giustizia “fai-da-te”,
i traffici di ogni tipo di arma. Per questo si
diffondono tra le persone, anche nel nostro paese,
preoccupazione e insicurezza, risentimenti, nazionalismi
e conflitti e, allo stesso tempo, si aggrava
l’indifferenza e l’egoismo.
|
Eppure
la storia non è fatale. Per quanto la
situazione dell’umanità sia grave
e complicata, c’è sempre la possibilità di
trovare un’alternativa. Guardiamo ai segni
dei tempi, ci accorgeremo che le alternative
esistono e che le esperienze positive non mancano.
Quello che manca, e che dobbiamo invece rivendicare
con forza, è una politica genuinamente
nuova che si impegni a salvare dalla morte certa
coloro che sono ancora privati dei fondamentali
diritti; una politica che metta al bando la guerra
e riconosca la pace come diritto fondamentale
della persona e dei popoli; una politica impegnata
a costruire la pace tra i popoli e tra le persone,
tra gli stati e dentro gli stati; una politica
tesa a difendere e attuare, secondo principi
di giustizia fatti propri dal diritto internazionale
dei diritti umani, il bene comune universale
e a costruire un ordine internazionale pacifico
e democratico; una politica impegnata a riconoscere,
garantire e promuovere i diritti umani, la solidarietà e
la responsabilità di tutti.
|
In
presenza di un pericolo maggiore occorre mobilitare
maggiori energie. Quanto più si aggrava
la crisi della politica, tanto più è necessario
sviluppare la consapevolezza delle responsabilità condivise.
Serve un nuovo coraggio civico e politico. Occorre
diffondere una nuova cultura politica nonviolenta
basata sul rispetto della “dignità di
tutti i membri della famiglia umana e dei loro
diritti eguali ed inalienabili”. Per questo,
alla vigilia del 60° anniversario della Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani, invitiamo tutti a
riflettere sulle proprie responsabilità e
a camminare insieme sulla strada che rigenera fiducia,
speranza e volontà di cambiamento. Partecipiamo
insieme alla Marcia Perugia-Assisi che si svolgerà domenica
7 ottobre 2007 per chiedere pace e promuovere “tutti
i diritti umani per tutti”.
|
I
diritti umani non sono soltanto valori altissimi,
essi sono il nome giuridico dei bisogni vitali
delle persone e si propongono come obiettivi concreti
della politica da perseguire a tutti i livelli,
da quello locale a quello nazionale, europeo e
internazionale, dalle nostre città fino
all’Onu. I diritti umani costituiscono il
nucleo centrale della legalità in un mondo
alla ricerca affannosa di governabilità umanamente
ed ecologicamente sostenibile. Essi sono la bussola
legale, politica, morale per fronteggiare la grande
crisi planetaria che sta colpendo centinaia di
milioni di persone e minaccia la sopravvivenza
dell’intera umanità.
|
Sui
diritti umani non si possono fare sconti a nessuno. C’è una
responsabilità per tutti. Promuovere “tutti
i diritti umani per tutti” vuol dire realizzare
la Città inclusiva, in una Europa e in un
mondo inclusivi; vuol dire democratizzare e rafforzare
le legittime istituzioni sopranazionali, a cominciare
dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea,
sviluppando la democrazia e una governabilità globale
che, in base al principio di sussidiarietà,
valorizzi in maniera crescente la partecipazione
diffusa dei cittadini, delle loro organizzazioni
sociali e sindacali e degli Enti di governo locale
e regionale.
|
Promuovere “tutti
i diritti umani per tutti” vuol dire impegnarsi
a costruire la pace laddove le guerre e il terrorismo
uccidono ma anche dove sono la miseria, lo sfruttamento
e l’ingiustizia a distruggere la vita e la
dignità umana. Promuovere “tutti i diritti
umani per tutti” vuol dire sfidare l’idea
che alcuni diritti possano essere separati dagli
altri, che i diritti politici e civili possano essere
separati dal diritto al cibo, all’acqua, ad
un lavoro dignitoso, a vivere in un ambiente sano
o al riconoscimento delle diversità; vuol
dire respingere l’idea che i diritti di alcune
persone o popoli possano essere sacrificati in nome
della sicurezza, dello sviluppo o degli interessi
dei più ricchi, dei più forti o dei
più aggressivi.
|
Dobbiamo
agire insieme. Qualunque sia il centro
del tuo impegno sociale, se ti occupi di persone
anziane, bambini, giovani, persone con disabilità,
lavoratori, disoccupati o precari, immigrati, migranti,
rifugiati, emarginati, minoranze o se ti occupi
di povertà, salute, guerre, educazione,
pace, disarmo, informazione, acqua, lavoro dignitoso,
lotta alla mafia e alla criminalità organizzata,
discriminazioni, ambiente, beni comuni, nonviolenza,
legalità, partecipazione, democrazia: insieme
possiamo “fare la differenza” per impedire
nuove intollerabili tragedie umane e costruire
nuovi mondi dove ci sia più giustizia e
pace per tutti. Insieme dobbiamo definire e attuare
l’Agenda politica dei diritti umani. Insieme,
domenica 7 ottobre, da Perugia ad Assisi, facciamo
pace promuovendo insieme “tutti i diritti
umani per tutti”. Vieni anche tu.
|
| |
Tavola
della pace, Assisi, 7 luglio 2007
Scarica il documento sui Diritti Umani
|