• ERITREA
    libera da
    codici a sbarre

  • ERITREA
    libera da
    codici a sbarre

ASPER

Associazione per la Tutela dei Diritti Umani del Popolo Eritreo

-

5 ottobre 2010 – Radio Base Popolare –

APPELLO URGENTE IN FAVORE DI SABA GDEY, RIFUGIATA ERITREA CON RICORSO RESPINTO, A GRAVE RISCHIO PERSECUZIONE E VITA

2 ottobre, 2010 [letto 293 volte]

Milano, 2 ottobre  2010

        • On. PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO

                • On. PRESIDENTE DELLA CAMERA GIANFRANCO FINI

                • On. MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA ANGELINO ALFANO

                • On. MINISTRO DEGLI INTERNI ROBERTO MARONI

                 • Ecc.mo PREFETTO Provincia di Rieti

                • Ecc.mo QUESTORE di Rieti

                • Ecc.mo SINDACO Comune di Rieti

E p.c.

                • ALTO COMMISSARIO ONU RIFUGIATI ANTONIO GUTERRES

                • ALTO COMMISSARIO ONU DIRITTI UMANI NAVI PILLAY

                • COMMISSARIO DIRITTI UMANI CONSIGLIO D’EUROPA THOMAS HAMMARBERG

Oggetto : APPELLO URGENTE IN FAVORE DELLA Sig.ra SABA GDEY, RIFUGIATA ERITREA CON

                 RICORSO RESPINTO ED A GRAVE RISCHIO VITA

Gentili Referenti istituzionali in indirizzo;

 a conoscenza delle intenzioni della Questura di Rieti di procedere al respingimento della Sig.ra SABA GDEY, di anni 32 di nazionalità eritrea, rifugiata politica e per ragioni umanitarie, sbarcata con numerosi suoi connazionali a Lampedusa nell’ottobre 2008  e condotta a Rieti nello stesso periodo, ci corre l’obbligo morale e sociale  di rappresentare con estrema urgenza l’inopportunità di una tale decisione che metterebbe questa persona ad un gravissimo rischio per la sua stessa vita.
Nonostante 2 successive sentenze delle Commissioni per i Rifugiati richiedenti asilo che respingevano il suo ricorso, abbiamo il dovere di dire quanto di nostra conoscenza per evitare il concreto rischio di una ennesima, ingiusta, tragedia umana.

La Signora Saba Gdey,  nata l’1/1/1978  in Eritrea, infatti, dopo aver subito nel suo Paese il carcere con  suo marito per alcuni mesi, è scappata  rifugiandosi in un campo profughi in Sudan. Da qui, dopo alcuni mesi, ha tentato la traversata del deserto verso la Libia. Per circa 2 anni ha cercato di sopravvivere onestamente con un’attività in un ristorante di Tripoli senza trascurare di dare una mano a tanti suoi connazionali colpiti dalla tragedia della fuga verso la salvezza da un Paese da moltissimi anni in guerra civile ed in attesa di poter approdare in Europa, cosa che ha attirato, purtroppo, l’attenzione del polizia  libica che per ben 2 volte l’ha incarcerata e successivamente liberata. Il seguito è la fuga fortunosa di alcuni giorni su un barcone della speranza dalle coste libiche verso Lampedusa e l’Italia, verso la “salvezza”.

A quanto pare però, così non è stato se, dopo l’esame di 2 Commissioni, i risultati sono questi !

Secondo il Giudice del Tribunale di Roma, la Signora Saba, nelle sue dichiarazioni, si sarebbe contraddetta più volte. Ad esempio, avrebbe affermato di aver dei figli, ma questi figli non sono suoi, ma della sorella. Avrebbe dichiarato prima di provenire dall’Eritrea e di essere “…scappata per ragioni politiche…”, ma nel ricorso avrebbe dichiarato, al contrario, di provenire dal Ghana e di essere voluta venire in Europa, semplicemente “…per migliorare le sue condizioni economiche”. Chi conosce bene la storia di questa donna sa che la signora ha detto verità certificabili e che, caso mai, di altri sono gli errori di comunicazione per conto di una persona, semianalfabeta, in grado di parlare solo il tigrigno (lingua eritrea e l’amarigno (lingua etiopica) e che deve affidarsi a traduttori, interpreti ed avvocati per comunicare. Che, ad esempio ha certamente affermato di avere avuto 2 figli, che ha poi specificato non suoi, in quanto di una sorella con gravi problemi mentali e non in grado di accudirli. In Eritrea ed in molta parte dell’Africa infatti, chi si “affilia”, anche informalmente bambini non suoi, li ritiene “naturalmente” suoi e come tale li dichiara, saltando molte formalità occidentali (ma chi non ricorda come nel meridione d’Italia di appena qualche decennio fa, “l’affidamento fiduciario” dei bambini provenienti spesso da famiglie numerose e poverissime era di “ordinaria amministrazione”). E, per quanto riguarda il Paese di  provenienza ed il motivo, vi sono testimonianze certe che di errore materiale di trascrittura dell’avvocato si tratta(=trascrizione errata  sul ricorso da parte dell’impiegato dell’avvocato !), che avrebbe dovuto essere corretto o specificato davanti al giudice e non si capisce come di questo non si sia tenuto conto !

Non solo, è forse proprio   il caso di ricordare come, in conseguenza del grave disorientamento di cui soffrono molti rifugiati in fuga dalla guerra e dalla disperazione, dopo anni di tribolazioni, peggiori la loro capacità di reggere i rapporti sociali ed umani e come molti finiscano per vivere in una condizione di depressione e di auto isolamento che li mette a grave rischio sociale. E’ ciò che incontrovertibilmente è capitato proprio alla sfortunata Signora Saba ! In un rapporto della polizia di Rieti infatti, a carico della signora Saba, dovrebbe essere evidenziato un palese tentativo di suicidio risalente al mese di luglio 2009 (è stata tirata su e salvata per un soffio, appesa da un balcone al terzo piano dello stabile, dove era ospite, a seguito di un diverbio con la polizia presente !) ; nonché come, da un  litigio con un immigrato esitato con una banalissima lesione accidentale , la  polizia, di sua spontanea volontà, ha ritenuto di dover procedere a denunzia per lesioni volontarie !

Insomma, non ancora sufficienti le infinite tribolazioni di una povera profuga eritrea, oggi si rischia di perpetuare la sua mala sorte “respingendola” ancora verso terre ostili  –la Libia e/o l’Eritrea- dalle quali aveva creduto di essere finalmente salva, affidandosi alle “accoglienti ed umane”(speriamo ancora !)  braccia dell’Italia.

Nella certezza che un provvedimento di espulsione della signora in questione possa spingere la stessa verso la disperazione ed a gesti di autolesionismo estremo, in considerazioni di ragioni umanitarie, preghiamo l’Ecc.mo Presidente della Repubblica e far recedere le autorità dal respingimento esecutivo, provvedendo ad un più attento riesame del caso in oggetto. Alla Prefettura e Questura di Rieti chiediamo di soprassedere, per il momento, a detto respingimento in attesa di miglior giudizio, ed al Comune di Rieti di continuare a farsi carico dell’assistenza di una persona evidentemente in gravi difficoltà umane e sociali.

Le sottoscritte Associazioni reatine:

                • CITTADINANZATTIVA Provincia di Rieti (Antonio Ferraro Coordinatore Assemblea (348.34 31 837 . antonioferraro54@gmail.com)

                • Ass. POSTRIBU’ Rieti (Giorgia Brugnerotto 348.7641366 – psykola13@gmail.com)

                • Ass. GERMOGLI di Toffia (Patrizia Cecconi  338.2218134 – p.cecconi@inwind.it)

                •Il Gruppo EveryOne, organizzazione internazionale per i Diritti Umani

                •L’Agenzia Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo

                •Il Circolo Generazione Italia di Milano, sez. Diritti Umani

Circolo Generazione Italia Milano, sez. Diritti Umani

Posted in LegacyPosts |

Partner e Sostenitori

    Horizontal Slideshow