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ASPER

Associazione per la Tutela dei Diritti Umani del Popolo Eritreo

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18 settembre 2010 . Giornata dei prigionieri di coscienza eritrei – Campagna di informazione ASPER 2010-2011

18 SETTEMBRE 2010

Giornata dei prigionieri di coscienza eritrei

La campagna  di informazione ASPER per l’anno 2010-2011 inizia con la diffusione del presente volantino davanti all’Ambasciata Eritrea a Roma in Via  Boncompagni 16,   in occasione della giornata internazionale dei prigionieri di coscienza eritrei .

Proseguirà poi con una serie di iniziative a Napoli, Roma, Bari, Bergamo, Ancona, Catania, Lampedusa.

Il programma della campagna verrà pubblicato prossimamente sul sito: 

www.asper-eritrea.com  

Migliaia di eritrei lottano tra la vita e la morte, da anni si trovano in completo isolamento in carceri segrete di estrema sicurezza, sottoposti a maltrattamenti e tortura. Molti non sono sopravvissuti, altri sono agonizzanti. A nulla sono valsi gli appelli di Amnesty International, Human Right Watch, Reports sans Frontieres,  International Red Cross e della rete internazionale formata da decine di associazioni per la tutela dei diritti umani del popolo eritreo.

ll dittatore eritreo Isayas Afeworki, in ottimi rapporti con Silvio Berlusconi, li ha definiti traditori e li ha condannati senza processo. Sono persone che  hanno avuto il coraggio di chiedere riforme democratiche o che hanno pacificamente espresso le proprie opinioni. A costoro, oggi si  aggiungono i giovani eritrei  scappati dal regime che speravano nell’asilo politico e che invece l’Italia ha respinto in Libia dove Gheddafi provvede al loro rimpatrio o all’arresto nei suoi campi di sterminio.

La dittatura del presidente Isayas Afewerki è sempre più totalitaria ed oppressiva e la sua violenza si estende anche in Italia. Mentre politici ed imprenditori italiani corteggiano il dittatore, un fitto servizio di intelligence coordinato dalle ambasciate e dai consolati svolge attività di controllo su ogni territorio mettendo a grave rischio i rifugiati politici e gli attivisti per i diritti umani che denunciano i soprusi e la scelleratezza del regime eritreo.

 Un decalogo per non diventare vittime della propaganda del regime eritrei

 

FESTIVAL ERITREI: se siete stati invitati ad un festival eritreo,  assicuratevi che ciò che viene presentato come un’incontro socio -culturale non sia  in realtà solo un veicolo di propaganda politica a sostegno del governo dittatoriale. L’attrice Zeudi Araya  è spesso madrina di tali eventi.

 

SITI WEB E PERIODICI : alcuni siti web e periodici quali Africus Eritrea (in italiano) sono ufficialmente i portavoce della dittatura eritrea in Italia (tra i principali responsabili Stefano Pettini, Lidia Corbezzolo e  Antioco Lusci).

 

VIAGGI E VISTI: se avete programmato un viaggio in Eritrea chiedete informazioni sugli alberghi in cui sarete alloggiati (Vedi Afronine – Milano). Alcuni alberghi sono stati costruiti da giovani costretti ai lavori forzati.  Quando richiedete il visto per l’Eritrea chiedete anche spiegazioni su quali saranno i percorsi autorizzati alle visite turistiche. Siate consapevoli che la maggior parte del territorio è chiuso alle visite per la presenza di carceri segrete e campi di concentramento.

 

ASSOCIAZIONI : se entrate in contatto con associazioni di eritrei non sprecate questa magnifica occasione di amicizia, ma assicuratevi che non si tratti di emanazioni dell’ambasciata o del consolato. Alcune associazioni filogovernative sono completamente controllate dal regime ed in questo caso avreste un’idea distorta di ciò che è la vera cultura eritrea.

 

RIFUGIATI: i rifugiati eritrei sono scappati dal servizio militare forzato a tempo indeterminato, dai lavori forzati, da persecuzioni, da abusi. Finti rifugiati e spie del regime si infiltrano nei centri di accoglienza, nelle case occupate e dovunque ci siano rifugiati per minacciarli, ricattarli e perseguitarli anche su territorio italiano. In un paese che non assiste i rifugiati, ma addirittura li respinge, è dovere di ogni cittadino conoscere questa realtà e non esitare a denunciare episodi  di violenza fisica o psicologica ai danni dei rifugiati.

 

MEDIATORI CULTURALI: i mediatori culturali ed i traduttori di tigrino sono spesso collegati all’ambasciata. Rappresentano un pericolo enorme per i rifugiati e per i loro familiari in patria. Se siete in contatto con sportelli immigrazione, centri accoglienza o altro, non esitate ad informare la questura su quanto accade.

 

RITROVI E CENTRI ACCOGLIENZA: alcuni ritrovi e centri accoglienza per i rifugiati sono indirettamente gestiti  dall’ambasciata attraverso “prestanomi” che accedono a fondi pubblici di finanziamento.

 

UNIVERSITA’: se frequentate le università potreste più facilmente entrare in contatto con i giovani del YPFDJ (fascia giovanile dell’unico partito al potere in Eritrea da quasi 20 anni). Si incontrano periodicamente e  usano strutture democratiche per sostenere la dittatura in Eritrea. Molti di loro sono violenti e arroganti. Si mascherano dietro associazioni umanitarie ed è facile cadere nei loro inganni.

 

RISTORANTI:  infine se siete amanti della cucina eritrea o per la prima volta volete assaggiare lo zighini e  l’ingera, cercate di privilegiare  i ristoranti i cui proprietari lanciano messaggi di pace e di giustizia e non di sostegno alla dittatura.

 

www.asper-eritrea.com      

ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DEI DIRITTI UMANI DEL POPOLO ERITREO

 

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