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ASPER

Associazione per la Tutela dei Diritti Umani del Popolo Eritreo

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14 settembre 2010 – Nuova società – In Eritrea di giornalismo si muore

In Eritrea di giornalismo si muore

di Daniele Cardetta

Il governo eritreo ha iniziato una vera e propria stretta repressiva contro i giornalisti i quali vengono impunemente arrestati e torturati. A denunciarlo ci ha pensato l’Eaja (Associazione dei giornalisti dell’Africa orientale), organizzazione che ha chiesto la liberazione dei colleghi ingiustamente arrestati esprimendo sdegno per i metodi utilizzati ad Asmara nei confronti di giornalisti e reporter.
Dal settembre 2001 i giornalisti arrestati in Eritrea sono stati un trentina e non hanno avuto alcuna possibilità di ottenere un processo vivendo in condizioni disperate e subendo torture di ogni tipo. Cinque giornalisti non hanno retto alle privazioni e sono morti, mentre altri continuano a essere detenuti in prigioni orribili o a essere reclusi in campi militari segreti. Secondo Faruk Osman, segretario dell’Eaja, il governo eritreo sarebbe in assoluto il peggior nemico della libertà di stampa e dei diritti umani.
Gravissime le accuse rivolte dall’Eaja alla comunità internazionale, accusata di apatia e di disinteresse nei confronti della situazione dell’Eritrea. L’Eaja chiede a gran voce che le sanzioni votate nel dicembre 2009 contro l’Eritrea vengano implementate senza esitazione perché il regime eritreo in questi anni non solo non ha cambiato il suo atteggiamento nei confronti dei diritti umani, ma lo ha se possibile inasprito.
Nel dicembre 2009 infatti l’Onu aveva approvato delle sanzioni contro l’Eritrea, come il divieto della vendita di armi. La risoluzione era la numero 1907 e ha ricevuto il solo voto contrario della Libia e l’astensione della Cina.

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